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Lucia Bosè

C’è ancora molto scetticismo sulla pericolosità del Coronavirus. I numeri sono tremendi ed oggettivamente raccontano di quanto reale si quest’incubo ma nell’immaginario collettivo ancora non tutti hanno colto a pieno la gravità della situazione. Come spesso accade, quando i decessi toccano da vicino qualcuno, la prospettiva cambia. Un procedimento mentale simile accade con i personaggi famosi. Quando accade a loro qualcosa di brutto, ne rimaniamo impressionati. Un po’ perché sono quasi “persone di casa”, essendo abituati a vederli tutti i giorni. Un po’ perché, in quanti celebri, crediamo che godano di una specie di immortalità che non è reale.

Ecco perché la morte di Lucia Bosè per Coronavirus sta facendo molto parlare di sé.

La scomparso di Lucia Bosè

L’artista Lucia Bosè, storica musa del regista Luchino Visconti. è morta a Madrid a 89 anni a causa del Coronavirus. I media spiegano che la donna aveva da tempo problemi di salute ma nessuno nega che il Covid-19 sia stata la ragione per cui la situazione è precipitata. Le conferme arrivano dal figlio stesso.

Miguel Bosè, anche lui noto artista e cantante, sul suo profilo Instagram ha dichiarato le seguenti parole:

Cari amici vi comunico che mia madre Lucia Bosè è appena venuta a mancare.

La reazione dei media

Un personaggio molto amato come Lucia Bosè non poteva andarsene in silenzio e così è stato. Le principali testate spagnole ne parlano e non fanno mistero sul fatto che fatale sia stato l’aver contratto il Coronavirus. Voce fuori dal coro il solo El Pais che adduce come causa della morte una generica polmonite.

Chi era Lucia Bosè

Intramontabile con il suo look eccentrico dai capelli blu cobalto, Lucia Bosè aveva iniziato la sua carriera artistica sul palco di Miss Italia, dove a soli 16 anni nel 1947, era stata incoronata reginetta d’Italia. Da lì poi il passo verso il mondo della recitazione sotto la direzione di registi come Antonioni, Fellini, Emmer, i fratelli Taviani.

La su vita era stata dedicata allo spettacolo e agli amori. Nel 1955 aveva sposato il torero Luis Miguel Dominguin da cui ebbe tre figli:

  • Miguel Bosè;
  • Lucia Dominguin;
  • Paola Dominguin.

Questa grande attrice è stata sempre associata a talenti come Sophia Loren e Gina Lollobrigida. A scoprire il suo talento era stato il regista Luchino Visconti. Lucia Borloni, questo il vero nome, lavorava come commessa in una pasticceria di Milano senza immaginare che sarebbe diventata una star del cinema.

La biografia ufficiale di Lucia Bosè dice che:

Dopo la vittoria di Miss Italia, nel 1950 è la protagonista di “Non c’è pace tra gli ulivi” del cinema popolare neorealista d Peppe De Santis, ancora debutta in “Cronaca di un amore” di Antonioni. Ancora, Luciano Emmer la promuove fra le “Ragazze di Piazza di Spagna” (1952), Mario Soldati ne scopre la vocazione per la commedia al fianco di Walter Chiari in “E’ l’amor che mi rovina”, con sceneggiatura di Monicelli e Steno e Giorgio Simonelli la porta nel mondo del neorealismo rosa con “Accadde al commissariato.

Nel 1955 la sua carriera cambia e Lucia Bosè approda in Spagna (in “Gli egoisti”, di Bardem) e poi in Francia (in “Gli amanti senza domani” di Luis Bunuel).

Dopo l’incontro col torero Dominguin, la sua carriera ha un arresto: il torero la obbliga a lasciare il set e a ritirarsi. Tornerà qualche anno dopo, nel 1968 con l’avvento di una nuova società in un film diretto da Pedro Portabella chiamato “Nocturno 29” e poi in Italia coi fratelli Taviani in “Sotto il segno dello scorpione” del 1969. Fellini ne fa un’icona solitaria in “Satyricon”, Bolognini la elegge a sua musa in ben tre film:

  1. “Metello”;
  2. “La certosa di Parma”
  3. “La colonna infame”-

L’apice della carriera di Lucia Bosè arriva in “Cronaca di una morte annunciata”. Poi qualche altra apparizione fino alla decisione di lasciare la scena. Questa volta per sempre. Ha vissuto il suo buen retiro in un vecchio mulino vicino Segovia in un museo degli angeli dedicato all’arte contemporanea.

Il profilo delle vittime da Coronavirus

La dipartita di Lucia Bosè conferma i dati sulle vittime da Coronavirus. L’età media è di 70 anni (l’attrice aveva superato gli 80) e per oltre il 60% dei vasi in soggetti con almeno una o più complicanze.

Il fatto che sia accaduto anche ad un’icona mondiale non rallegra nessuno ma può consolare il fatto che la sua notorietà e l’amore che le persone nutrivano per lei aiuterà l’importante operazione di informazione sui rischi del contagio da Coronavirus.

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