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Cure sempre più lontane per i cittadini di tutto il mondo. Le liste d’attesa raggiungono nuovi record e mettono sotto pressione i sistemi sanitari globali, ma la tecnologia, se ben integrata, può essere la chiave per il cambiamento.

Un problema mondiale, non solo italiano

Secondo lo studio condotto da Philips in 16 Paesi, l’attesa media per una visita specialistica è di circa 70 giorni. In Paesi come Brasile, Spagna e Germania si superano ampiamente i 100 giorni. Anche sistemi sanitari considerati avanzati, come quelli del Regno Unito e degli Stati Uniti, mostrano ritardi significativi.

Effetti sulla salute e sul lavoro dei medici

I ritardi non sono solo un disagio, ma causano gravi conseguenze cliniche: il 33% dei pazienti dichiara un peggioramento della propria condizione e oltre il 25% è finito in ospedale per mancato accesso tempestivo alle cure. Anche i professionisti sanitari subiscono le inefficienze: il 77% perde tempo per la gestione di dati clinici frammentati o inaccessibili.

L’intelligenza artificiale come alleata della sanità

Cresce la fiducia nei confronti dell’AI: il 76% dei medici crede che possa ridurre i tempi di attesa e l’78% che possa migliorare la capacità assistenziale. L’AI potrebbe supportare i clinici, semplificare i processi e garantire maggiore equità nell’accesso alle cure, soprattutto in zone svantaggiate.

Il nodo della fiducia: pazienti più scettici

Mentre i professionisti sono generalmente ottimisti, solo il 59% dei pazienti si dice fiducioso nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito clinico. Il timore principale è che venga ridotto il tempo di relazione con il medico, soprattutto nei momenti più delicati della diagnosi e della terapia.

Le cinque azioni chiave per il futuro

Per colmare il divario tra innovazione e fiducia, il rapporto propone cinque linee guida:

  1. Progettare soluzioni AI centrate sulle persone;

  2. Favorire la collaborazione tra uomo e macchina;

  3. Dimostrare l’efficacia e l’equità delle tecnologie;

  4. Definire regole chiare a tutela di pazienti e operatori;

  5. Creare alleanze trasversali tra sanità, industria, istituzioni e cittadini.

Conclusione
Il futuro della sanità passa dall’innovazione, ma anche da un profondo cambiamento culturale. Serve costruire fiducia e investire in soluzioni tecnologiche che abbiano come fine ultimo il benessere della persona.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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