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Camilla Canepa

Le morti per vaccino sono numericamente basse ma umanamente ogni vita che si spezza è qualcosa che strugge il cuore. Ecco perché il nome di Camilla Canepa sta girando molto in queste ore. Si tratta di una giovane ragazza che non ha superato una crisi dovuta all’AstraZeneca e che ora riaccende il mai sopito incendio delle polemiche sui rischi di vaccinarsi e la possibilità di farsi male cercando di farsi del bene. Ora che al fatto (tremendo) di cronaca arrivano i dati, ci sono molte puntualizzazioni da fare per contestualizzare al meglio tutto.

L’attualità

I media riportano che Camilla Canepa si era presentata in pronto soccorso a Lavagna con cefalea e fotofobia. È stata sottoposta ai seguenti esami:

  • tac cerebrale
  • esame neurologico

Entrambi hanno avuto esito negativo per cui la giovane era stata dimessa con la raccomandazione di ripetere gli esami ematici dopo 15 giorni. Prontamente lo scorso 5 giugno Camilla Canepa è ritornata in pronto soccorso ma lamentando deficit motori a una parte del corpo. I medici l’hanno quindi nuovamente sottoposta a tac cerebrale che questa volta ha dato esito emorragico. Per questa ragione è stata immediatamente trasferita alla Neurochirurgia del San Martino.

Gli accertamenti

La morte di Camilla Canepa getta diverse ombre. Ecco perché, sul primo ricovero al pronto soccorso di Lavagna, la Asl4 aveva fatto approfondimenti il 7 giugno 2021, tre giorni prima del decesso. A dichiararlo è il Direttore Generale Paolo Petralia che all’Ansa dice:

La direzione sanitaria ha acquisito in data 7 giugno dettagliata relazione del direttore uoc pronto soccorso sul percorso relativo alla paziente e, ritenendola esaustiva, non ha al momento attivato ulteriori iniziative.

Cosa è emerso?

La stato di salute di Camilla Canepa

Dietro alla crisi di Camilla Canepa per somministrazione di vaccino AstraZeneca, c’è una situazione sanitaria da conoscere:

Camilla Canepa, la studentessa vaccinata il 25 maggio scorso all’Open Day, soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una doppia terapia ormonale: ora gli investigatori ora vogliono capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima della somministrazione.

Da qui è scattata l’indagine.

L’indagine

I carabinieri del Nas di Genova stanno acquisendo cartelle cliniche e tutta la documentazione medica relativa a Camilla Canepa. Dalle prime verifiche è emerso infatti che:

La giovane soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare (che provoca una carenza di piastrine) e assumeva una doppia terapia ormonale. Gli investigatori ora vogliono capire se le due patologie fossero state indicate nella scheda consegnata prima della somministrazione del vaccino, all’open day del 25 maggio. Intanto, il fascicolo per permettere gli accertamenti sul caso, già aperto giorni fa per atti non costituenti reato, è stato modificato e ora si procede per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti.

Il primo punto da chiarire

Il primo mistero sulla morte di Camilla Canepa è capire le patologie della diciottenne siano state comunicate ai medici vaccinatori. La reazione al vaccino AstraZeneca che porta poi in alcuni rari casi al verificarsi di trombosi cerebrali gravi è infatti proprio una trombocitopenia autoimmune, tanto che si parla di “trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino” (VITT):

L’agenzia LaPresse riporta che nell’anamnesi patologica remota stilata nel primo ospedale di arrivo della ragazza, a Lavagna, erano riportate la presenza di una cisti ovarica e di una piastrinopenia autoimmune familiare. Dall’anamnesi farmacologica invece risultava che la paziente assumeva una terapia ormonale con due farmaci, uno a base di estrogeni e l’altro a base di progestinici.

I militari, delegati stanno andando negli ospedali di Lavagna, dove la giovane è stata ricoverata il 3 giugno, e al Policlinico San Martino. Tra i documenti che stanno acquisendo i militari anche:

  • le relazioni dei dirigenti medici del San Martino Pelosi e Brunetti.
  • Testimonianze oculari del ricovero della giovane.

Sono stati convocati due docenti di Pavia, Luca Tajana Franco Piovella, che si occuperanno di eseguire l’autopsia. Questa confusione verrà presto dipanata ma insegna che dietro ad una dipartita così tragica le carte sono molto più complesse della singola imputazione del vaccino. Errore umano, situazione medica complessa o mancata comunicazione, resta il dolore incolmabile per la perdita di Camilla Canepa e la necessità di trasformarla in un simbolo pulito della voglia di questo paese di ripartire presto.

 

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