
Esporsi al sole può portare numerosi benefici, ma solo se lo si fa con attenzione. Per evitare scottature, invecchiamento precoce e rischi gravi come il melanoma, è fondamentale proteggere la pelle prima, durante e dopo l’esposizione solare. Basta seguire poche regole di buon senso e preparare un “kit salvapelle” da portare in vacanza.
📈 I rischi reali del sole
Negli ultimi dieci anni, secondo quanto riferito dalla dermatologa Elisabetta Fulgione dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, l’incidenza del melanoma in Italia è raddoppiata, colpendo sempre più spesso anche i giovani. Le ustioni solari nell’infanzia rappresentano uno dei fattori di rischio principali per i tumori della pelle. Tuttavia, la prevenzione funziona: in Paesi come l’Australia, dove sono state attuate campagne educative nelle scuole, l’incidenza dei melanomi è in netto calo.
👶 Protezione per tutti, ma attenzione ai bambini
La pelle dei più piccoli è particolarmente delicata e richiede prodotti specifici. Se si desidera usare un unico solare per tutta la famiglia, meglio scegliere quello pensato per i bambini piuttosto che fare il contrario. È più sicuro e garantisce una protezione elevata.
🧴 Cosa mettere in valigia: il kit per proteggersi davvero
La dottoressa Fulgione consiglia:
-
Crema solare con SPF minimo 30, meglio ancora se 50.
-
Latte solare se si preferisce una consistenza più leggera.
-
Attenzione agli spray: il prodotto spesso si disperde nell’aria e rischia di non proteggere adeguatamente.
-
Integratori con carotenoidi e vitamine (su consiglio medico o del farmacista) per preparare la pelle prima della partenza.
-
Doposole idratante, scelto in base al tipo di pelle (adolescenza, menopausa, acne, ecc.).
-
Creme lenitive per eventuali scottature e antinfiammatori locali.
-
Prudenza con gli antistaminici: possono causare dermatiti se si prendono e poi ci si espone al sole.
🥄 La regola del cucchiaino (che nessuno segue)
Molti sottovalutano la quantità di crema solare da applicare. Le indicazioni dei filtri SPF valgono solo se si usa circa un cucchiaino di prodotto per ogni “zona” del corpo (braccia, gambe, dorso, ecc.). In realtà, pochi lo fanno. Per questo motivo:
-
Riapplicare la crema ogni due ore.
-
Dopo il bagno o la sudorazione, riapplicarla anche se waterproof.
-
Non smettere di usarla anche se si è già abbronzati: la tintarella equivale a una protezione solare molto bassa, circa SPF 4.
☁️ Nuvole e clima: i raggi UV passano comunque
Un’altra falsa credenza è che con il cielo nuvoloso non serva la protezione. I raggi UV passano anche attraverso le nuvole. Inoltre, secondo gli esperti della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia), i cambiamenti climatici rendono l’esposizione solare ancora più pericolosa. Temperature elevate, smog, ozono ridotto e inquinamento aumentano il rischio di danni cutanei.
Annunziata Dattola, dermatologa all’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato che le radiazioni ultraviolette sono diventate più intense a causa del cambiamento climatico, mentre Giuseppe Argenziano, past president della SIDeMaST, ha aggiunto che alla protezione personale devono affiancarsi politiche ambientali concrete per ridurre le emissioni inquinanti.
✅ Conclusione: la prevenzione non va in vacanza
Con il sole non si scherza. Bastano 20 minuti, 3 volte a settimana di esposizione su una piccola parte del corpo per soddisfare il fabbisogno di vitamina D. Il resto è solo un rischio evitabile. Abbronzarsi sì, ma con prudenza, costanza e i giusti prodotti.
📚 Fonte: Articolo tratto e adattato da Il Corriere della Sera – Salute (luglio 2025)
👉 corriere.it
