
La Regione Lazio ha approvato un nuovo standard professionale e un nuovo percorso formativo per la figura dell’Operatore Socio-Sanitario (OSS).
Le novità sono contenute nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 452 dell’11 giugno 2026, adottata in attuazione degli accordi tra Governo, Regioni e Province autonome sulla formazione degli OSS.
Chi è l’Operatore Socio-Sanitario
L’OSS è una figura di interesse sanitario che svolge attività finalizzate a soddisfare i bisogni primari della persona e a favorirne il benessere e l’autonomia nei contesti sanitari, socio-sanitari e sociali.
Opera in collaborazione con i professionisti sanitari e sociali e in integrazione con gli altri operatori coinvolti nell’assistenza.
Cosa cambia nella formazione
Il nuovo percorso definito dalla Regione Lazio prevede requisiti, durata, tirocinio e modalità di valutazione più precisamente regolamentati.
Per accedere alla formazione sono richiesti:
- almeno 18 anni di età;
- il possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado;
- specifica documentazione di equipollenza o riconoscimento nel caso di titoli di studio conseguiti all’estero.
Il percorso formativo deve svolgersi in un periodo compreso tra 9 e 18 mesi e comprende lezioni teoriche, attività pratiche e tirocinio.
Più spazio alla formazione pratica
Uno degli elementi centrali del nuovo standard è il rafforzamento della preparazione pratica.
Il percorso prevede infatti:
- almeno 100 ore di esercitazioni pratiche in aule adeguatamente attrezzate;
- un tirocinio curriculare compreso tra 450 e 550 ore;
- almeno 150 ore di tirocinio in ambito sanitario.
Prima dell’inizio del tirocinio è inoltre previsto l’accertamento medico dell’idoneità specifica alla mansione.
Quali competenze dovrà acquisire l’OSS
Il nuovo standard professionale amplia e dettaglia le competenze richieste all’Operatore Socio-Sanitario.
Tra le attività previste rientrano:
- supporto alla persona nelle attività quotidiane;
- igiene, mobilizzazione e alimentazione;
- rilevazione e registrazione dei parametri vitali;
- supporto al personale medico e infermieristico;
- esecuzione di semplici medicazioni secondo protocolli e indicazioni ricevute;
- utilizzo di apparecchi elettromedicali di semplice uso;
- attività di prevenzione e promozione della salute;
- primo soccorso e primo intervento;
- assistenza a persone anziane, con disabilità, disagio psichico o particolari bisogni assistenziali;
- collaborazione con la famiglia e con i caregiver.
Il percorso include inoltre competenze relative alla comunicazione con la persona assistita, al lavoro in équipe, alla sicurezza sul lavoro, all’informatica di base e all’utilizzo di una terminologia minima in lingua inglese in ambito assistenziale.
Frequenza ed esame finale
Per essere ammessi all’esame finale è necessario aver frequentato almeno il 90% delle ore complessive del percorso formativo.
L’esame pubblico comprende:
- una prova teorica scritta;
- una prova orale;
- una prova pratica.
Il superamento dell’esame consente di ottenere il certificato di qualificazione professionale di Operatore Socio-Sanitario.
Un aggiornamento importante per il settore socio-sanitario
La nuova disciplina punta a uniformare e rafforzare la preparazione degli OSS, una figura sempre più importante nell’assistenza ospedaliera, territoriale, domiciliare e nelle strutture socio-sanitarie.
L’obiettivo è garantire una formazione maggiormente strutturata e coerente con le competenze richieste oggi nei diversi contesti assistenziali.
Fonte: Regione Lazio – Deliberazione della Giunta Regionale n. 452 dell’11 giugno 2026.
